C’è un filo sottile che unisce l’Europa da Nord a Sud, da Est a Ovest, ed è un filo colorato di verde: il progetto europeo WE.COME – hidden WondErs of our COMmon European heritages – ha infatti permesso di identificare e promuovere due grandi rotte europee dedicate rispettivamente all’Albero di Ulivo e ai Parchi e Giardini. Scopo del progetto è la creazione di un network tra paesi e operatori coinvolti per la valorizzazione dei rispettivi territori e risorse. Completata la mappatura dei luoghi di interesse, è ora possibile procedere con la promozione degli itinerari veri e propri.

Si tratta di proposte tematiche attraverso le quali è possibile esplorare alcune zone meno conosciute dell’Europa, concentrandosi su elementi culturali comuni, come appunto la coltura/cultura dell’Ulivo e la tradizione dei giardini, declinati in maniera diversa nei singoli paesi.

L’itinerario dell’Ulivo comprende Italia, Albania e Grecia, tre destinazioni molto vicine tra loro, e che condividono non solo la posizione geografica, al centro del Mediterraneo, ma anche un passato comune fatto di rotte commerciali, scambi economici e culturali.

L’ulivo: una storia millenaria

Giunto nel mediterraneo probabilmente dal Medio Oriente, la coltivazione dell’ulivo era già nota a creta nel 4000 a. C.
Da allora i prodotti di questa pianta sono sempre stati al centro degli scambi e della cultura dei popoli mediterranei assumendo anche un valore simbolico: a questa pianta così resistente e longeva si associano valori come pace, forza, purificazione.

Già i greci consideravano l’ulivo importante nei propri miti: si riteneva portato in Grecia da Eracle (Ercole) dal paese degli Iperborei e da questa piante nacque il bosco sacro a Zeus situato sul monte Olimpo. Con i rami dell’ulivo Eracle si incoronò primo vincitore dei giochi olimpici, tradizione mantenuta successivamente.

Nella tradizione biblica è proprio il ramoscello d’Ulivo portato dalla colomba che annuncia per Noè della fine del diluvio universale. E’ con il cristianesimo però che l’ulivo e l’olio assumono un significato particolare: al centro di molti riti religiosi tra cui Cresima, ordinamento sacerdotale ed estrema unzione è con la tradizione fissata nel testo apocrifo La vita di Adamo ed Eva che giunge a noi una delle storie più suggestive legate a questa pianta. Si dice infatti che Seth, uno dei figli di Adamo, fu inviato presso le porte del Paradiso dal padre morente per chiedere l’olio di misericordia, col liberarlo dalle sofferenze; l’Arcangelo Michele invece spiega che l’olio sarà donato solo con la venuta del Cristo, che ungerà tutti coloro credono in lui; l’Arcangelo però consegna a Seth tre semi dell’Albero della Vita, da porre nelle labbra del padre. Alla morte di Adamo questi germoglieranno dando vita a tre rami, di cedro, di cipresso e infine di ulivo dal quale proviene il legno della vera croce. In fondo la stessa parola “Cristo” è la traduzione greca (Xριστός, Christòs) della parola ebraica  מָשִׁיחַ (pronunciata mašíaḥ da cui l’italiano Messia) che signifa “unto”: la consacrazione di re e profeti in Israele avveniva tramite l’applicaizione di unguenti a base d’olio.

L’itinerario dell’Ulivo

Ripercorrere oggi la storia millenaria di questa pianta è ancora possibile: l’itinerario suggerito dai partner del progetto We.Come è basato sulle Rotte dell’Albero d’Ulivo incorporate dal 2005 nel programma delle Rotte Culturali dell’Unione Europea.

I luoghi selezionati da We.Come comprendono:

  • per l’Italia la Lucchesia;
  • per l’Albania la città meridionale di Saranda (Sarandë)
  • per la Grecia l’area del Peloponneso.

La Lucchesia è luogo di produzione di olio d’oliva di altissima qualità già dal 1200: qui un po’ a margine dai percorsi turistici toscani più celebri e affollati esiste ancora una realtà fatta di piccoli produttori che oltre ad adottare metodi biologici certificati mantengono inalterati ritmi e tradizioni improntati alla sostenibilità. Per gli amanti di un turismo lento e rurale è quindi possibile partire dalla stupenda città di Lucca per visitare borghi incantati dell’entroterra – come nell’area del compitese, vicino a Capannori – intervallando momenti dedicati ad arte e cultura a degustazioni di olio e prodotti tipici, restando lontani dalla folla dei centri maggiori e assaporando le differenti sfumature che l’entroterra e la costa regalano a uno degli olii più famosi d’Italia.

Sempre per gli amanti di un turismo che unisce arte, bellezze naturali ed enogastronomia l’itinerario prosegue con la città di Saranda, situata nella parte meridionale del territorio albanese di fronte all’isola greca di Corfù. Come molte altre città del mediterraneo Saranda ha un passato contraddistinto dalla sovrapposizione di culture: antico insediamento greco, il suo nome attuale deriva dal monastero bizantino di Agioi Saranda o dei Quaranta Santi (martiri di Sebaste, legionari romani giustiziati per la loro fede cristiana) ed è stata a lungo conosciuta con il nome italiano di Santi Quaranta, e nella sua architettura come nella vicina Butrinto (patrimonio UNESCO e oggi Parco Nazionale http://butrint.org/index.php) è ancora visibile un’influenza veneziana. Anche se quasi sconosciuta a un turismo italiano, Saranda è una famosa meta balneare per greci e albanesi.

Il nostro itinerario termina infine nel Peloponneso: forse più frequentato per le località balneari, questo promontorio può vantare un entroterra ricco di storia e tradizioni, pronto a offrire molti spunti per un viaggiatore alla ricerca di tranquillità e sapori autentici. In questo bacino che comprende città di origine mitologica – Sparta, Messinia – cantate anche da Omero la pianta dell’ulivo ha trovato il suo habitat ideale dando origine a una delle varietà di olive più famose al mondo, le Kalamata, elemento principe della cucina locale insieme all’olio. Qui sorgono inoltre ben 5 siti UNESCO: Olympia, i luoghi dell’antica Micene e Tirinto, il sito archeologico di Epidauro, il tempio di Appolo Epicureo – il tempio greco dell’antichità meglio conservato – e Mystras – patria dell’ultimo imperatore bizantino.



Dettagli

Informazioni

  • Sito ufficiale del progetto We.Come dove sono presenti tutti i dettagli delle località e gli spunti per gli itinerari
  • Portale ufficiale dedicato al Turismo nel comune di Capannori (Lucca) famoso per le sue ville, pievi e per il celebre “Borgo delle Camelie”
  • Sito dedicato agli scavi di Massaciuccoli romana (Comune di Massarosa)
  • Pagina dedicata al Parco Nazionale di Butrinto (Albania) sul sito del progetto transfrontaliero che collega i siti Unesco dell’Adriatico. Il parco di Butrinto comprende al suo interno l’area degli scavi archeologici e un bellissimo parco naturale
  • Sito del parco archeologico di Mystras, nel Peloponneso
  • L’elenco dei siti di interesse turistico del Peloponneso a cura dell’Ente Turismo greco (in inglese)