Il piano nobile del Palazzo Reale di Milano è l’ospite d’eccezione di una selezione di ben ottanta capolavori tra ritratti e autoritratti, provenienti da uno dei musei d’arte moderna più importanti al mondo: il Centre Georges Pompidou. Le suggestive sale milanesi dallo scorso Settembre fino al prossimo Febbraio sono un vero e proprio centro espositivo satellite della collezione parigina.
1 matisse odalisca con i pantaloni rossi
La mostra “Il volto del ’900. Da Matisse a Bacon. Capolavori del Centre Pompidou” è stata curata da Jean-Michel Bouhours, conservatore del Centre Pompidou di Parigi e racconta l’evoluzione del genere pittorico più sperimentato dell’arte contemporanea, attraverso alcuni esempi delle elaborazioni artistiche, del tutto personali, di grandi pittori come: Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e Francis Bacon, che hanno cercato una strada nuova per rappresentare l’uomo e l’animo umano in seguito ai grandi cambiamenti della società e alle tragedie della storia.
1 modigliani ritratto di dedie
E’ nel Novecento che la ritrattistica cambia completamente registro: “L’invenzione della psicoanalisi, la negazione dell’individuo operata dai totalitarismi, la distruzione dell’identità nei campi di sterminio nazisti, la diffusione della fotografia messa a servizio della burocrazia per il riconoscimento delle persone (per esempio con le foto d’identità), l’invasione dell’Io da parte di uno pseudo-immaginario collettivo creato dai media: a questo contesto sociale – scrive il curatore della mostra Jean-Michel Bouhours – occorre aggiungere il ruolo dell’arte, la spinta all’astrazione, la perdita del soggetto nell’ideale collettivo delle avanguardie: tutto sembra concorrere all’idea dell’arrivo di un mondo senza più volti.” E nonostante questo, “cresce all’epoca una sorta di frenesia a farsi fare il ritratto, come – scrive ancora Bouhours – per far entrare se stessi in una vertigine di ubiquità e di istantaneità dettate dai media contemporanei: l’immagine della propria immagine si è imposta”.
Attraverso una serie di opere, icone della pittura e scultura del XX secolo, si toccano alcuni dei movimenti artistici nati nell’immediato dopoguerra, come il Nouveau Réalisme, fino ad arrivare alle esperienze statunitensi del Fotorealismo e dell’Iperrealismo. Il percorso espositivo è organizzato in sette sezioni, il cui allestimento non segue un percorso cronologico ma una divisione tematica che accompagna il visitatore verso la contemporaneità, fino a raggiungere la realtà virtuale e collettiva della quotidianità creata dai nuovi mezzi di comunicazione.
2 bacon autoritratto 1971
La prima grande unità “I misteri dell’anima”, immerge il visitatore nella nuova pittura di soggetto femminile di inizio secolo: “Odalisca in pantaloni rossi” (1921) di Henri Matisse, “La camicetta rossa” (1925) di Pierre Bonnard, “Ritratto di Dédie” (1918) di Amedeo Modigliani sono tra gi esempi maggiori di ritratti di donne che rimangono nella memoria, per la loro forza espressiva e una intensa valenza psicologica. Accanto, ritratti maschili, anch’essi innovativi per la posizione del soggetto, l’indefinitezza dei tratti o la postura.
Questa sezione evidenzia l’importanza della teoria psicoanalitica applicata alle ricerche della fisiognomica nell’Espressionismo tedesco e in quello francese dei Fauves, dove i ritratti di donne e uomini cercano di restituire il profilo psicologico dei modelli attraverso l’uso di colori aggressivi e linee caricaturali che ne evidenziano l’analisi costantemente centrata sul soggetto e sulla sua interiorità.
3 brancusi musa dormiente
Mentre nella prima sezione l’artista traduce l’interiorità del suo modello, nella seconda parte affronta il complesso tema del sé, ovvero l’artista rappresenta la propria immagine interiore.
Con “l’Autoritratto” non è vietato equivocare sulla psiche e l’essenza degli artisti che si mettono a nudo agli occhi dei riguardanti. Un esempio tra tutti è l’”Autoritratto” del ’71 di Francis Bacon: l’artista estremizza il suo volto, scomponendolo e ricomponendolo in una maschera dalle sembianze quasi animalesche, i cui unici connotati umani rimangono il colletto della camicia e la giacca che occhieggia appena nel campo visivo. Bacon compone quest’opera negli anni in cui si affermano le teorie psicoanalitiche e della psicologia del profondo, secondo la quale la ricerca dell’identità attraversa una fase di immaginazione e di autorappresentazione simbolica in sembianze animali.
4 magritte lo stupro
La terza parte dell’esposizione è intitolata “Il volto alla prova del Formalismo”. All’interno di questa sezione si collocano esperienze che hanno teso all’estrema semplificazione morfologica del volto umano, tanto da rigettare l’idea stessa di somiglianza rispetto al modello. Così accade ad esempio nella celebre “Musa dormiente” dello scultore rumeno Constantin Brâncusi, che ricerca la forma nelle linee geometriche.
Segue “Volti in sogno. Surrealismo”, Secondo André Breton, il surreale permetteva di svelare il “vero volto della vita”. Il tema del volto nella pittura surrealista è legata al tema del desiderio e dei fantasmi che questo desiderio è capace di produrre. Dalì e Magritte riproducono il fenomeno del transfer nel lavoro del sogno analizzato da Freud, sostituendo un sesso a una bocca o il viso intero a un corpo nudo.
Così ad esempio accade nell’interpretazione surrealista, replicata in più versioni, de “Le Viol” dipinto nel ‘45 da René Magritte: il volto di una donna i cui lineamenti emergono dai caratteri di un corpo femminile nudo. Il risultato è misterioso e angosciante e riporta l’atto della violenza inflitta alla donna dall’uomo, manifestata attraverso la rappresentazione esplicita dei suoi pensieri. Il desiderio spietato si riflette fino a stamparsi sul volto della donna, oggetto della fantasia. Il dipinto, che ha suscitato molteplici interpretazioni da parte degli studiosi, anche alla luce delle indagini psicoanalitiche, è stato scelto non per caso come immagine emblematica della mostra.
5 giacometti diego 1954
Seguono, le due sezioni “Caos e disordine, o l’impossibile permanenza dell’essere” e il ritratto dipinto “Dopo la fotografia”. Nella prima emergono le ricerche avanguardistiche con figure rarefatte e scomposte, l’esatto opposto degli standard di bellezza perfetta ereditati dal classicismo dell’Antica Grecia. Esempi cristallini di tale tendenza sono la “Donna con cappello” di Pablo Picasso del 1938 in pittura e la scultura materica del 1954 di Alberto Giacometti “Ritratto del fratello Diego”. Nella seconda si evidenzia il contrasto con il progressivo sviluppo del ritratto accademico attraverso lunghe sedute, alla metà dell’Ottocento la fotografia offrì il miracolo dello scatto istantaneo. Ritrarre significa ora rivelare il soggetto in un istante, dando una garanzia di naturalezza e obiettività. Questa sezione della mostra è un eccezionale colpo d’occhio su alcune opere di grande perizia formale, dove gli artisti fanno a gara nel far emergere la personalità del soggetto. Tra i più importanti dipinti ricordiamo: “Ritratto di Erik Satie” di Suzanne Valadon, “Kizette al balcone” di Tamara de Lempicka, “Ritratto di Francisco Iturrino” di André Derain, “Ritratto di Madame V.d.K.” di Martial Raysse.
6 miro testa d uomo
“La disintegrazione del soggetto” è l’ultima sezione a chiusura del bellissimo percorso espositivo. Gli anni Sessanta, sono gli anni dell’arte minimale, il sé sparisce a beneficio dell’icona, dell’immagine prodotto dei media e della televisione. I due film di Kurt Kren e Paul Sharits chiudono il percorso della mostra con immagini inquietanti che restano impresse nella memoria.
La mostra è un vero e proprio raccoglitore dei più grandi rappresentanti delle avanguardie storiche della prima metà del Novecento: Matisse, Bonnard, Modigliani, Magritte, Music, Valadon, Vlaminck, Severini, Bacon, Delaunay, Brancusi, Gonzalez, Derain, Ernst, Mirò, Leger, Adami, De Chirico, Picasso, Giacometti, Dubuffet, Fautrier, Baselitz, Marquet e Tamara de Lempicka. Queste personalità di spicco sono affiancate da un nutrito gruppo di artisti appena meno noti al grande pubblico: František Kupka, Raoul Dufy, André Masson, Max Beckmann, Henri Le Fauconnier, Emile Othon Friesz, Jacques Villon, Joseph Csáky, Henri Laurens, Juan Gris, Martial Raysse, Henry Manguin, Boris Grigorieff, Auguste Macke, Marie Laurencin, Cassandre, Errò, Chuck Close. Il catalogo dell’esposizione, edito da Skira, contiene il saggio del curatore Jean-Michel Bouhours e un testo di Flaminio Gualdoni sul Novecento e le ragioni del ritratto.


Titolo evento

Il volto del ’900. Da Matisse a Bacon. Capolavori dal Centre Pompidou Data fine:09 February, 2014 Sito web:http://www.ilvoltodel900.it


Dettagli

Catalogo edito da Skira